Grappa del Trentino incontri fra vinacce e alambicchi

L’idea di far un blog tour dedicato alla Grappa del Trentino, sono onesta mi ha incuriosito parecchio. AIFB offre ai soci food blogger delle possibilità uniche, come quella di conoscer un prodotto così usuale e cosi sconosciuto. Perché diciamo la verità la Grappa fa parte della nostra storia, forse di più di noi nordici. Io ne ho sempre vista in casa e da quando mi è stato permesso sempre bevuta. Poi vi racconterò i miei ricordi d’infanzia.

Il Trentino attualmente produce all’incirca il 10% della produzione nazione di Grappa. L’Istituto ha in attivo 27 soci di cui 24 distillatori. 75 alambicchi attivi per distillare 2 milioni di litri di grappa da 248 mila quintali di vinacce. 123 i tipi di grappa prodotti. Questi alcuni numeri per farvi capire l’indotto della distillazione quanto è importante in questo territorio.

Istituto Tutela Grappa del Trentino

A Trento io e i colleghi food blogger, siamo stati ospiti dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino. Nato quasi 50 anni fa, ha sede nel Palazzo Roccabruna in centro a Trento. Di proprietà della Camera di Commercio, il palazzo raccoglie tutti i prodotti di eccellenza del territorio. All’interno si trova un enoteca aperta al pubblico, dove si possono degustare oltre alle grappe, tutti i vini trentini. Il primo incontro con la grappa l’abbiamo avuto a fine cena. Accompagnati da Giulia referente dell’Istituto che ci ha iniziati alla degustazione, abbiamo avuto il primo approccio. Per me è stato un dejavu, il primo impatto con la grappa ha smosso una miriade di ricordi personali che mi ha destabilizzato.

La “graspa da baro”

Il profumo che ho incontrato nel primo calice di grappa, ha rievocato degli episodi della mia infanzia. I profumi molto più rotondi e dolci, hanno evocato quello che invece era un odore forte. L’odore di quando mio papà, mio zio Giovanni e qualche altro uomo si chiudevano nella baracca. Era proibito per noi bambini entrarci, io ricordo solo che parlavano di “graspa da baro”. Ricordo quell’odore forte che usciva. Ricordo un grande fusto con del fuoco sotto e poi le bottiglie di questa specie di miracolo che comparivano nella credenza. La grappa fatta in casa era una trasgressione che si usava credo parecchi anni fa. Era una tradizione che in Trentino è storia.

La grappa veniva prodotta e venduta di contrabbando. Per la gente del Trentino era un modo per arrotondare il bilancio familiare e anche un elisir per affrontare i lunghi inverni bui e rigidi. Questa tradizione ha formato dei distillatori che hanno tramandato la tradizione di generazione in generazione.

La Grappa Trentina

La grappa è un prodotto esclusivamente italiano. È un distillato che si ottiene esclusivamente dalla vinaccia, o meglio dalla parte solida dell’uva, quindi vinaccia e vinacciolo. Non esiste grappa di pere, prugna o altri frutti, quella si chiamerà distillato di pera, prugna o mille frutti. La Grappa Trentina certificata si contraddistingue dal marchio numerato con il tridente. Questo marchio si fa garanzia di qualità e certifica che è stata prodotta con vinacce provenienti solo dalle uve trentine. Le grappe vengono analizzate da un apposito laboratorio che ha sede presso l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige. Il processo di distillazione a bagnomaria garantisce un prodotto unico, profumato e molto morbido.

grappa trentina bertagnolli

Distillazione discontinua

Durante la degustazione Giulia ci ha introdotto nel mondo della grappa, spiegandoci in modo molto semplice alcuni passaggi della distillazione discontinua. La visita presso le due distillerie Bertagnolli e Zeni, mi ha invece aperto gli occhi e fatto toccare con mano il percorso della vinaccia. Il sistema di distillazione è composto da una caldaia, un coperchio, una serpentina e un refrigeratore, tutto ciò forma l’alambicco. La dinamica della distillazione è portare a bollore la vinaccia, il vapore che si crea sale sul coperchio e raggiunge la serpentina che passa attraverso una vasca che la refrigera. La refrigerazione condenserà il vapore facendolo divenire grappa.

Nel caso della Grappa Trentina viene inserita la vinaccia nella “pentola” che viene riscaldata attraverso il sistema di bagnomaria. La diversità è che viene lavorata una cotta alla volta, cioè un carico di vinaccia. Si attende la fine della distillazione, il raffreddamento dell’alambicco, la pulizia e si procede con un nuovo carico. Questo garantisce un prodotto pulito, di altissima qualità e con pochi difetti.

La vinaccia

Facendo un passo indietro, uno dei passaggi più importanti che ci viene raccontato dai distillatori è la selezione della vinaccia. Nel caso di piccoli distillatori proviene dalle proprie vigne e solitamente viene già scelto quale impiegare per le grappe. I grandi distillatori acquistano le vinacce preferibilmente da piccoli vignaioli. Questo garantisce loro già una buona selezione iniziale. La vinaccia si deve presentare senza difetti e senza muffe. Il processo di controllo che compiono gli enologi è minuzioso e sicuramente nella fase della distillazione uno dei più importanti. Le uve usate per la Grappa Trentina sono fra le aromatiche e semi aromatiche: Moscato, Müller Thurgau, Traminer, Riesling, Silvaner e Nosiola.

Grappa trentina

La degustazione

Devo dire che grazie alle spiegazioni tecniche, alla preparazione di chi ci ha accompagnato nel percorso, la degustazione è stata magica. Approcciarsi ad un prodotto così particolare, così fine, elegante ed unico è un onore. Poterlo fare con chi ti accompagna passo passo, perché tu ne possa percepire tutte le peculiarità ha completato il percorso. Il grappa giovane alla vista deve essere assolutamente incolore, può avere una leggere colorazione ambrata se è invecchiata. Al naso non deve presentare alcun difetto, odori di muffe, aceto, fumo o marcio. I profumi più riconoscibili sono di frutta per lo più esotica, lamponi, pesca e fiori come la rosa e il mughetto. In bocca un piccolo sorso e va trattenuto almeno una quindicina di secondi per poi farlo andare in gola. In questo passaggio si deve sentire il calore dell’alcol morbido e nessuna violenza, nessuna sensazione di bruciore. La bocca deve rimanere tonda, calda e ne devono rimanere degli aromi piacevoli.

grappa trentina

Garantisco che una degustazione fatta in questo modo con dei prodotti di altissima qualità è possibile anche alle in tarda mattinata a stomaco vuoto. Vi rimarrà un piacevole ricordo di sapori e profumi quasi nobili che vorrete portarvi a casa certamente.

marchio del tridenteQuindi scegliete la Grappa con il Tridente, questo vi garantirà un prodotto di alta qualità, ben fatto e che apprezzerete. Ma giri più avanti vi parlo di invecchiamento perché anche quello è un bel argomento da approfondire.

Ringrazio chi mi ha accompagnato in questo percorso il caro Alessandro Maurilli e Giulia dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino, con la speranza di incontrarvi di nuovo ora con una coscienza diversa.

Grazie ad AIFB per l’occasione e ai miei compagni di viaggio Leyla, Stephanie e Calogero.

Monica

Qui trovate un altro articolo nel quale racconto del Trentino.

Qui invece trovate i link dei racconti dei miei compagni di viaggio:
Calogero Rifici 
Leyla Farella
Stephanie  Cabibbo

 

 

 

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