Antiaderente fa male

Che cosa sia in verità l’antiaderente la maggior parte delle persone non lo sa, molti sono convinti che l’antiaderente fa male, pochi dicono fa bene. Quello che è certo è che ne sappiamo pochissimo e dovremmo informarci un pò di più per esprimere un parere. Qui vi do alcune indicazioni su che cos’è l’antiaderente, come viene usato, quali le sue caratteristiche, come trattarlo, consigli su quale acquistare.

Che cos’è l’antiaderente

L’antiaderente è un rivestimento simile a una colorazione, in soluzione liquida, i più diffusi sono a base di PTFE meglio conosciuto anche come Teflon Non è altro che un polimero inerte che ha un alta resistenza termica e chimica molto elevata. Questo tipo di materiale è usato nel rivestimento delle pentole da oltre 40 anni ed è stato approvato da diverse agenzie di tutela della salute di tutto il mondo. Hanno dichiarato che l’uso del PTFE in cucina NON è dannoso e nel caso di in cui venga ingerito in modo accidentale, non costituirebbe nessun pericolo per la salute.

Il Teflon in medicina

Questo tipo di materiale viene usato per rivestire gli stimolatori cardiaci. È usato quindi in cardiochirurgia, proprio perché  inerte a qualsiasi agente chimico. Negli ultimi anni c’è stata confusione fra PTFE e PFOA, quest’ultimo risultato un polimero non adatto all’uso alimentare. Per questo ora trovate scritto nei prodotti certificati NO PFOA. Quindi il primo passaggio da fare è controllare che l’etichetta porti un marchio del rivestimento antiaderente registrato e la dicitura di assenza di PFOA.

Come viene usato l’antiaderente

L’antiaderente viene applicato su di un corpo metallico, la tecnica più utilizzata è la spruzzatura molto efficace, proprio come fosse una verniciatura. Un primo passaggio con un primer che serve perché si aggrappi al metallo e poi più strati a seconda del tipo di qualità che si vuole fornire.  Un ultimo strato che può essere anche di colorazione diversa dalla nera per dare anche un tocco estetico. Naturalmente più strati vengono applicati più alta è la resistenza e più alta può essere anche la garanzia dello strumento.
Altra differenza la fa la base sulla quale viene applicata che nella maggior parte dei casi è in alluminio o in metallo pressofuso.

Alluminio

Gli strumenti in alluminio di solito sono più leggeri, vengono ricavati da una lastra di alluminio che a freddo viene piegata per dare la forma all’utensile, hanno mediamentte uno spessore di 3 millimetri. Il grande vantaggio è che l’alluminio è un ottimo conduttore di calore, quindi si scalda rapidamente ed è adatto per cotture veloci. Il materiale in questo caso è per 98% composto da alluminio.

Pressofusione

La pressofusione avviene tramite l’inserimento in soluzione liquida di alluminio con altri metalli come rame, silicio, zinco e stagno che lo rendono fluido, all’interno di uno stampo che da forma all’utensile. La particolarità in questo caso è che l’utensile risulta più pesante e robusto. Il contenuto di alluminio che di solito è intorno all’85% da comunque il vantaggio allo strumento di scaldarsi in tempi abbastanza veloci. L’unico svantaggio di questo materiale, potrebbe essere il crearsi di qualche bolla che si può verificare durante l’uso dello strumento. Ia bolla potrebbe far sollevare il rivestimento antiaderente, ma su questo le aziende serie rispondono senza problemi del difetto.

Antiaderente Made in Italy

Bisogna dire che in Italia abbiamo fra le migliori aziende al mondo che applicano rivestimenti antiaderenti. Queste aziende fanno questo tipo di lavorazione non solo per i propri marchi, ma che per altre aziende importanti europee. Ho avuto l’occasione di visitare diverse aziende italiane e tutte certificate sia sulla sicurezza che sul rispetto dell’ambiente. All’interno degli stabilimenti non c’è traccia di materiale tossico o pericoloso per l’uomo. Gli operatori che lavorano intorno alla zona di spruzzatura non hanno alcuna protezione questo fa capire che il materiale che viene usato NON è assolutamente pericoloso.
Aggiungo che ci sono anche altri metalli che vengono rivestiti come l’acciaio e il rame (ahimè). Il processo è lo stesso cambia secondo me la resa, ma di questo ne parlerò quando approfondiremo i materiali.

Quali sono le caratteristiche dell’antiaderente

Fino a qui abbiamo capito che l’antiaderente è un rivestimento. Quindi si acquista uno strumento in alluminio o in pressofuso o di un altro metallo rivestito di antiaderente, non un utensile “in antiaderente”. Specifico questo perché è importante che chi vi vende le attrezzature sia preparato per potervi dare le informazioni corrette. Chiedete di quale tipo è la base dell’utensile e che rivestimento viene usato. Ogni azienda seria informa il venditore o allega comunque della docuemntazione che certifica la qualità del prodotto e soprattuto dei materiali che vengono usati.

L’antiaderente non attacca

La caratteristica principale dell’antiaderente è che permette di cuocere con pochi grassi e non attacca. Questa è l’innovazione che ha portato nelle cucine. I prodotti di alta qualità permettono di cuocere per esempio una frittata senza aggiungere olio o burro, di far saltare delle verdure, un filetto di pesce, bocconcini di carne riducendo al minimo i grassi e i condimenti. I metalli di solito impiegati si scaldano velocemente proprio per permettere cotture veloci e leggere. Il rivestimento rende l’utensile completamente impermeabile, cioè il metallo non ha nessun effetto di porosità questo è ottimo per le cotture rapide. Può non essere il massimo per le cotture lente, perché crea all’interno molta umidità che di solito si accumula nel fondo creandolo acquoso. Per questo per le cotture lunghe continuo a consigliare la ghisa o altri materiali come la ceramica.

Come trattare l’antiaderente

L’antiaderente è una copertura applicata e a lungo termine si usura, ma la durata di una padella di alta qualità usata almeno tre volte alla settimana è intorno agli 8/10 anni.
Le attenzioni da avere sono semplici:

  • non mettere mai l’utensile vuoto sulla fonte di calore con fuoco alto , il metallo si surriscalda e può provocare un esfoliazione del rivestimento;
  •  lavare con acqua calda o tiepida l’utensile bollente, non metterlo sotto l’acqua fredda;
  • non usare utensili metallici come coltelli, forchette che possono andare a provocare graffi;
  • evitare di impilare gli utensili nella dispensa in modo che si graffino; evitare il lavaggio in lavastoviglie, essendo un rivestimento se lavato ad alte temperature con detersivi aggressivi e sottoposto magari a continue vibrazioni contro altr utensili, si usurerà in modo più rapido.

L’antiaderente graffiato non è cancerogeno. Semplicemente non avrà più la sua funzione, quindi attaccherà il cibo e una parte si brucerà e un parte no. Forse è più cancerogeno il cibo bruciato piuttosto che l’antiaderente 🙁

Consigli su quale acquistare

Vi consiglio in modo particolare tre aziende italiane che ho avuto modo di visitare negli anni e che uso normalmente nella mia cucina.

Ballarini : azienda di Rivarolo Mantovano che da sempre produce pentole e fra i primi ad applicare rivestimenti antiaderenti di altissima qualità Usa basi in alluminio puro di diversi spessori e rivestimenti di vario genere. Io consiglio la linea Portofino che ha un rivestimento antiaderente che all’interno ha dei micro granuli di granito che lo rende più resistente e meno delicato. Tutta la linea è predisposta per l’induzione.
Risolì: azienda della famiglia Montini di Brescia, la loro peculiarità è la realizzazione di strumenti in pressofusione di altissima qualità, con rivestimenti eccellenti e tantissime forme adatte anche a famiglie numerose. Da sempre presente nella mia cucina soprattuto con il tegame per l’uovo.
Agnelli: l’azienda che da sempre serve le cucine professionali sceglie di rivestire il proprio alluminio con una agnelli al black. Naturalmente forme di tutte le dimensioni anche ama fare sughi e pasta per molti ospiti.
Segnalo poi Berndes, WMF, Fissler come aziende da me provate è direi ottime.

Note e aneddoti sul tema antiaderente fa male

Essendomi trovata spesso a discutere sul tema e avendo una buona esperienza da venditrice consiglio a chi acquista di fare delle domande specifiche. Pretendete le risposte, chi vende prodotti di alta gamma ha il dovere di raccontarli e di spiegarli in modo che l’acquirente si senta sicuro.
Ci sono invece un sacco di venditori che parlano male dell’antiaderente, vendendo loro un altro prodotto. Io credo che parlare male della concorrenza voglia dire non avere abbastanza argomenti per parlare bene di sei stessi. Se volete sull’antiaderente potrei parlarvene per ore 😉
Non esistono le “pentole di pietra” o meglio esistono ma sono di pietra ollare. Non credo le possiate usare ogni giorno, esistono pentole rivestite di antiaderente con all’interno delle piccole particelle di pietra o granito. Quindi dove vedete scritto pentole in pietra e le sollevate con una mano, sono dei ciarlatani.
Non prendete padelle economiche “tanto le uso poco”: ci mangiate dentro lì! Prendete sempre utensili che siano forniti di etichetta con le note che vi ho scritto sopra, che abbiano un minimo di garanzia che le aziende serie applicano. Primo sono più sicure, secondo vi dureranno molto di più. Come dite sono per la casa al mare?
Al mare quante pentole usate? due forse tre? prendetele buone per vent’anni non dovrete cambiarle, ormai la casa al mare l’avete comprata 😉

L’antiaderente fa male?

Ma quindi l’antiaderente fa malel’antiaderente NON fa male, basta comprare quello giusto e usarlo nel modo corretto. Fanno male le persone male informate, le notizie ciofeche o come le chiamate le fakenews. Fa male chi è disinformato e terrorizza gli acquirenti riempiendosi la bocca di notizie mediche. Se avete altre perplessità scrivetele pure qua sotto, che vi rispondo.

antiaderente fa male

Vii rimando infine alla lettura di un documento elaborato dall’ ANDID che è l’Associazione Nazionale dei Dietisti.

Buona lettura.

 

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