L’agricoltura circolare si può fare, parola di Borgoluce

Agricoltura circolare: si può fare! Parola di Borgoluce. Diverse forme di coltivazione e di allevamento che producono un sistema “dalla terra alla terra”. Un azienda che differenzia i tipi di coltivazione e di allevamento, grazie all’estensione delle proprietà, ma anche grazie a scelte coraggiose e intelligenti.

Sabato 13 gennaio sono arrivata a Borgoluce insieme a una decina di Food Blogger del Triveneto, dove abbiamo dapprima incontrato Gino Bortoletto di Slow Food, d cui ne parlo qui e poi per conoscere e visitare l’azienda.

Borgoluce

L’azienda sii trova fra Susegana e Santa Lucia di Piave, un pò in pianura, un pò in collina. Qui quando si parla di colline, si intende colline del Prosecco. L’azienda è antica dalle ricerche sembra risalire al 1100-1200, di proprietà dei Conti Collalto ora gestita da due sorelle. Una delle due sorelle ci tiene a presentarci di persona la propria azienda.

Inizia da una vecchia cartina nella quale si possono individuare si le proprietà ma subito a colpo d’occhio tutte le varietà dell’azienda: bovini, suini, api, olivi, vigne, mais e cippato. L’azienda ha in questi anni diversificato le produzioni e salvaguardato alcune realtà per poter dare un senso a tutto il sistema agricolo e ambientale.

Gli animali in azienda

L’allevamento di bovini si divide in due luoghi diversi, comprende da una parte una stalla che alleva manzi Limousine. Per gli amanti della carne rossa è il massimo che si possa portare soprattutto sulla griglia, dall’altra una stalla bellissima di qui ne parlerò anche dopo, che alleva bufale dalle quali soprattutto ne ricava prodotti caseari.

Gli allevamenti di suini sono chiaramente per la produzione di carne e di insaccati, che poi ritroveremo a tavola e allo spaccio dell’azienda.

Una parte importante in una zona boschiva, è riservata alle api con un attenzione particolare alla loro “funzione” alla loro importanza in natura che molto spesso diamo per scontata. Dalle api l’azienda ricava naturalmente miele e derivati che ha dato in gestione ad un produttore che si è qualificato in questo.

Coltivazioni

Una piccola realtà di piante di ulivo, permettono all’azienda se la stagione consente, di produrre una piccola quantità di olio per l’uso interno dei ristori.

Le vigne sono vocate soprattutto alla produzione del Prosecco DOCG e poi ad altre piccole produzioni di rossi come Cabernet e Merlot. Una nuova cantina sta per essere ultimata con un speciale percorso didattico per conoscere le coltivazione delle viti e farle conoscere soprattutto ai turisti.

Abbiamo poi una parte dedicata alla produzione di mais e in particolare il Mais Biancoperla di cui Borgoluce è anche presidio SlowFood. Il mais Biancoperla viene prodotto solo per l’uso umano.

Azienda Sostenibile

La cippatura che prevede la pulizia delle zone boschive a basso fusto, zone nella quali non è possibile la coltivazione. Zone che sono importanti da mantenere per il sistema ambientale. La cippatura che alimenta il riscaldamento di tutti gli ambienti di proprietà dell’azienda, non è altro che i residui per lo più legnosi tritati.

E infine un impasto di Biogas che produce energia elettrica, all’incirca un megawatt all’ora. Usando tutti gli scarti a partire dal letame delle stalle, dagli scarti agricoli, da una produzione di secondo raccolto di cereali non portato a termine e dalla raccolta di scarti di lavorazione di cereali provenienti anche da altre realtà aziendali.

Tutto ciò è Biodiversità, tutto ciò è agricoltura circolare

Agricoltura Circolare

Tutto ciò parte dalla terra e torna alla terra. Di tutto ciò la Contessa ne parla con un eleganza e una proprietà dell’argomento affascinanti, con una consapevolezza che fare agricoltura in modo rispettoso e con risultati eccellenti si può fare oggi. Serve però spiegarla e raccontarla e farne fare esperienza.

Per questo l’azienda ha messo in piedi una serie di attività importanti a partire dai laboratori didattici per bambini e ragazzi. Qui  possono toccare con mano caglio, terra, piante e semi. Attraverso una frasca nella quale si possono gustare tutti i prodotti dell’azienda in un clima molto familiare. Uno spaccio dove si possono trovare tutti i prodotti caseari, le carni, il miele, il vino e molto altro. Un agriturismo nel quale alloggiare e gustare la bellezza e la storia del luogo. Un ristorante che oltre ai prodotti dell’azienda si fornisce da altri produttori del territorio che sposano la filosofia di Borgoluce.

Mandre

Ci siamo poi spostate a visitare la stalle di bufale nella località Mandre nel comune di Santa Lucia di Piave. Abbiamo potuto vedere dal vivo i 380 capi in una stalla perfetta e bufale che producono 7/8 litri al giorno di latte, che viene poi lavorato immediatamente  nel caseificio attiguo per diventare poi mozzarella, yogurt e dei speciali formaggi.

allevamento di bufale

Le Mandre

La visita a questa azienda mi ha lasciato un senso di ottimismo, verso la natura, verso i contadini, gli agricoltori e tutti coloro che della terra ne fanno la loro ragione di vita.

Cresce una consapevolezza che l’agricoltura è ampia, che l’agricoltura è tutto. Senza l’agricoltura noi non abbiamo ragione di essere e saremmo già estinti.

L’agricoltura circolare è sopravvivenza e l’agricoltura circolare può salvare il mondo. Dobbiamo impegnarci a conoscerla con curiosità e a sostenerla.L’agricoltura è nata per sostentamento. Chi ha avuto la fortuna di nascere in famiglie contadine e sentire i racconti dei nonni ne ha la percezione precisa, chi era contadino aveva sempre qualcosa da mangiare.

La frasca di Borgoluce

La frasca

La contessa ha ricordato che tutte le loro proprietà sono lungo la sinistra Piave e per chi come me ci è cresciuto sa perfettamente cosa significa. La sinistra Piave ha vissuto la padronanza degli austriaci che si sono impossessati di tutto. Nel 1916 il Mulino dei Collato, ora di nuovo in uso, è stato sequestrato dall’esercito per sfamare i guerrieri del Re e ha lasciato senza farina gli abitanti. Queste cose sono accadute il secolo scorso, non è lontanissimo e hanno segnato le generazione a venire che si sentono ancora più attaccate alle loro terre e alle loro proprietà.

Grazie a Borgoluce per l’accoglienza e W l’Agricoltura Circolare!

 

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